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IXIA ci racconta la storia di KATHERINE tra influenze piratesche e celt (Album)

Pamela Ceccarelli, in arte Ixia.

Ci aveva lasciato più di tre anni fa, tra boschi uggiosi ed elfi fatati, per ritornare con uno stile tutto rinnovato nelle vesti di pirata. Pamela Ceccarelli, alias Ixia, finalmente rilascia il suo nuovo album “Katherine”. Un lavoro ben pensato che ci racconta una storia suddivisa in sei atti, rappresentati dalle tracce del disco. Un album che sa essere a tratti aggressivo, ma dolce al momento giusto. Sicuramente Ixia ha trovato la sua dimensione, specialmente a livello vocale, dove i miglioramenti sono più che notevoli. Come sempre una storia parte dal principio, e il principio della storia come poteva chiamarsi se non “The Story Begins”?

Nel primo brano Ixia ci presenta Katherine, una dolce ragazza in pericolo, come in ogni storia che si rispetti. Il brano si staglia tra atmosfere decisamente folk che si alternano a quelle più epiche, grazie alle chitarre distorte in sottofondo. Un tema piacevole e poco invadente, che accompagna la protagonista tra le braccia di due uomini. Dico questo perché, se vogliamo proprio individuare aspetti negativi, sono nella narrazione basata sul più classico dei cliché. Katherine è innamorata dell’aitante ragazzo che l’ha salvata, ma anche del bel servo di famiglia che conosce da tutta la vita. I due quindi nel rispetto reciproco si stringono la mano e cercano di conquistare la ragazza a suon di frivolezze.

Ovviamente la giovane, presa dall’amore per entrambi, decide di lasciare le sue terre per ritrovare se stessa e prendere una decisione. “The contract” si apre con una voce maschile, che accompagnerà Ixia in un duetto fino alla fine del brano, con una base di pianoforti e archi. Katherine viene richiamata alla sua terra da una lettera che riporta un nefasto messaggio. La madre sta morendo e lei è costretta a tornare per fare qualcosa. Ma non sapeva che il padre avrebbe pagato le cure della madre promettendo la sua mano ad un terzo uomo.

Nel primo brano Ixia ci presenta Katherine, una dolce ragazza in pericolo, come in ogni storia che si rispetti.

La musica finora ha sempre accompagnato più che bene il climax della storia e in “The white Lady” non è da meno. Katherine è disperata e il momento della ballata del disco è arrivata. Lei non sa più cosa fare, non avendo scelto nessuno tra i due uomini, ed essendo la sua mano promessa per salvare la madre. Camminando nella foresta cerca conforto nella luna, ma la nave che la porterà dal suo promesso sposo ormai sta arrivando. Un brano che ha un po’ il sapore della nostalgia, con la voce di Ixia doppiata a tratti, quasi a creare un duetto con se stessa. Immancabile l’assolo di chitarra che rende questo brano la ballata che tutti si aspettavano. Una buona scelta stilistica in effetti, che rende questo lavoro più che coerente.

“Katherine” ormai non sa più che pesci prendere e, come se non bastasse, arriva una nuova orribile notizia. I due amati si sfideranno a colpi di pistola per contendersi l’amore della ragazza. Il brano omonimo ricalca le atmosfere della prima canzone, conquistando punti in diverse piccole accortezze presenti nel brano, tra cambi di tempo, stacchi e scale. Un brano aggressivo, che segna la fine della nostra ragazza. Sconvolta, Katherine si getta tra i due per impedire il duello e resta uccisa da un colpo di pistola. Sarebbe bello sapere ora quale dei due ha ucciso la ragazza… La cosa più triste è che non potrà mai dire ai due ragazzi che era stata promessa in sposa ad un terzo. È stato tutto inutile.

“Katherine” è un disco da ascoltare, specialmente per gli amanti delle storie classiche e dei racconti.

Passano gli anni, e del promesso marito o dei due ragazzi non si sa più nulla. Katherine però è rimasta nel cuore di qualcuno, perché in “The New Age” troviamo una piccola sorpresa. Nel luogo dove è morta la ragazza sorge una scuola, che accompagnerà la civiltà verso nuovi orizzonti, privi di ignoranza, dove i ragazzini potranno studiare ed evitare disgrazie. Un brano decisamente corto, veloce, che racchiude in poche note l’essenza del futuro. La storia si conclude qui, in uno scenario positivo nonostante la disgrazia. Ma Ixia invece non finisce di cantare.

“Shadows” è l’ultimo brano dell’album. Non si apre con pianoforti o archi, ma con un sintetizzatore. Abbiamo abbandonato l’era dei pirati, e siamo stati catapultati direttamente nel presente.Tra vicoli e macchine parcheggiate, la notte è in agguato in questa traccia. Il lavoro è chiuso con una nota drammatica che ha il retrogusto della confessione. Il punto rimane che Ixia si presenta al pubblico totalmente rinnovata, con un nuovo piglio e una personalità più forte rispetto al lavoro precedente, in un album che lascia ben poco al caso.

“Katherine” è un disco da ascoltare, specialmente per gli amanti delle storie classiche e dei racconti. Non rimane un lavoro impegnativo e vola via in un batter d’occhio. A livello soggettivo sono rimasto leggermente deluso dalla parte testuale. Mi aspettavo qualche colpo di scena differente. Ma non a tutti piace andare fuori strada e se Ixia cercava un lavoro solido, l’ha trovato. Di innovativo c’è ben poco, questo va detto. Ma a volte non è l’innovazione che fa entrare un album nella propria collezione. Menzione speciale alla grafica del disco che risulta accattivante e rétro al punto giusto.

 

IXIA

KATHERINE

24 novembre 2018

Maqueta Records

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